venerdì 11 gennaio 2019

Si fa presto a dire rughe..


Certe mattine mi capita di guardarmi allo specchio
e di avere pensieri in libertà.
Guardo le mie rughe e penso che cancellandole,
potrei cancellare anche i dolori.
Pensieri che durano lo spazio di  pochi attimi.
Poi esco di casa e razionalizzo.
Le rughe sono parte di me,
hanno la mappa dei miei peggiori giorni.
Io indosso le mie sensazioni,
i miei stati d'animo e le mie passioni,
sul mio volto,
e appaiono le rughe.
Solchi di vita.
Confesso di aver rivalutato la signora Veronica Lario( ex del signor B)
dopo aver letto una sua intervista da titolo:
"lasciatemi invecchiare in santa pace".
Rivendicava il diritto di invecchiare non rifacendosi,
curando di più il suo spirito e la sua anima,
piuttosto che il suo corpo.
Chapeaù!
Giorni fa ho pianto tanto per una cazzata di cui non ricordo nemmeno il senso,
pensavo proprio di non riuscire a smettere,
tanto che gli occhi non si chiudevano più.
Mi si era formato un'insenatura sotto gli occhi.
La guardavo e scrollavo la testa..
Al mattino  dopo, svegliandomi,
mi  è sembrato che le rughe fossero sparite.
E'  successo quando mi sono accorta che avevo ancora dei sogni.

lunedì 7 gennaio 2019

2019: Alzare l'asticella.

Alzare l'asticella.
Divenire man mano che il tempo passa una selezionatrice di cose serie.
Abbassare quella dei toni,
alzare invece quella dei concetti, dello spessore,
della qualità.
Puoi pensare ai problemi come semplici ostacoli,
oppure pensarli come trampolini verso traguardi più alti,
evitando di livellare la tua vita verso il basso.
Ricordarti che non sempre va come vorresti,
che puoi anche sentirti disarmata anche dentro una corazza strutturata,
evitando l'inutile cicaleggio che non porta da nessuna parte.
Imparare ad indossare un vestito diverso,
imparare a leggere un manuale di crescita personale
e dirti che questo è il minimo se vuoi affrontare la tempesta,
il sole, la pioggia e il vento.
Ammetti con le persone che ti vogliono bene che può darsi che a volte non ce la fai,
senza sentirti giudicata, senza lasciare che le frustrazioni  e le ansie altrui,
ti possano indebolire.
Scavalcare con eleganza ,
senza mai calpestare l'altro.
Pensa che non c'è solo quello che si vede.
Auguri  Rosi,
che il tuo 2019 sia quello che tu hai scritto.



Rimbecillimento


Iniziamo male.
Questa società non tollera le macchie, i nasi lunghi, i colli avvizziti.. 
La mia deduzione deriva dal fatto che in questo Natale appena passato, il regalo più richiesto nella fascia d’età 40-60 del ceto sociale medio alto, è stato  “ il ritocchino” a favore del selfie perfetto. Pensate quanto stiamo rimbecillendo: si diffonde sempre più questa mania, e tu puoi  anche essere una persona speciale, piena di virtuosismi ma nell' era digitale se non sei senza sbavature nello specchio virtuale, non sei nulla. Anzi no, non “sembri” nulla. 
Come se non ci fosse un prima, come se non esistesse la sostanza, come se, trainati e condizionati dalla sovraesposizione della propria immagine tramite i social media con i quali ci relazioniamo ormai quotidianamente, ogni selfie o foto postata venga scrutata, analizzata, ingrandita e studiata nei minimi particolari per evidenziarne i difetti o le piccole imperfezione dei volti e del corpo, e lo stupido di turno, prima di postare un clic, individui l' inclinazione giusta per non deludere soprattutto se stesso. Capita così che il lato migliore del profilo o dei glutei, aumenti di fatto la consapevolezza di come appaiamo. Non di quello che siamo. 
Però, questo sguardo sensibile indagatore, non dovremmo usarlo soprattutto per rinsavire?

lunedì 31 dicembre 2018

I MANESKIN VENGONO DALLA LUNA


Osano e stupiscono. 
Vestiti come delle Rockstar, 
fascinosi e talentuosi,
i Maneskin hanno letteralmente fatto impazzire il pubblico di piazzale Ceccarini a Riccione, 
proprio perché sono delle vere Rockstar. 
Lo dimostra il fatto che la previsione di un pubblico di 2000 persone è stata ampiamente superata: ad occhio almeno 3000 fan scatenati, tenuti a bada dall’ineccepibile sicurezza.
L’appuntamento era di quelli imperdibili, 
dove il gruppo creatosi nel 2015 e spopolato dopo il successo di X factor, si è esibito per il primo appuntamento di DeeJay On Ice, l’evento creato per capodanno dal Comune di Riccione, San Marino Performance, e Radio Deejay, che torna dopo aver impreziosito l’estate di Riccione con DeeJay On Stage.
Per la mia generazione, 
è un rimando agli anni ‘70-‘80 quando le band straniere, 
ci stupivano con la loro personalità.
Loro, veri e propri personaggi di tendenza, 
propongono uno spettacolo ispirandosi ai mostri sacri che hanno fatto grande il rock, 
personalizzando il tutto, mettendo in scena la loro follia, il loro talento, 
il loro essere “musicisti a tutto tondo”.

Hanno carisma da vendere i 4, capitanati da un front-man spaziale,
e il  fatto stesso che si travestano, 
che assumano un’altra pelle  man mano che le canzoni del loro repertorio vengono cantate dal il pubblico, 
tutto assume il significato del divertimento, 
del poter giocare con la gestualità, la voce, l’interpretazione scenica.

Molti i momenti clou: uno su tutti quando Damiano David, l’istrionico interprete della band, intona “ Torna a casa” con una “Marlena” 
che è ormai diventata la ballata più cantata e amata di un anno d’oro per loro ma anche per la musica italiana da esportare.
Tour in tutte le capitali d’Europa li attendono con numerosi sold out.
Usciti infatti a fine ottobre per Sony Music con l’album “ Il ballo della vita” sono in testa alle classifiche e sembrerebbero intenzionati a restarci per molto.

Oltre a Damiano, la band è composta da Thomas “ Er Cobra” Raggi, chitarrista di livello, Ethan Torchio, batterista spesso in kimono di velluto (ma non questa sera) e Victoria De Angelis, basso e unica presenza femminile stilosissima in camicia rococò.

Il pubblico stipato davanti al palazzo del Turismo e nelle vie limitrofe, osanna la band che una dopo l’altra, sciorina tutte le canzoni del loro album oramai entrate nella testa e nel cuore di almeno 2 generazioni.

Hanno lavorato tanto per arrivare al successo, che hanno confermato anche a Riccione in questa performance ad altissima carica ormonale.
La notte di Natale, il prete di Fabriano ha iniziato l’omelia sulle note di “Torna a casa”, interpretando la canzone come il ritorno di Maria Maddalena nel Vangelo, unendo così sacro e profano.
Presentati dal miglior assessore al turismo ( Rudy Zerby) che Riccione poteva avere,  i Maneskin hanno offerto uno spettacolo attesissimo senza deludere il pubblico, accorso ad ascoltarli.



Il tempo non è un gomitolo di lana.


Eh no, non è vero. 
Chi l’ha stabilito che stasera a mezzanotte finirà un anno e ne inizierà uno nuovo? 
Il tempo è lineare perché si devono mettere paletti, 
orari, norme convenzionali, scandire la vita in albe e tramonti? 
Il tempo non è una strada, un gomitolo di lana, un piatto di tagliatelle che può finire. 
Il tempo è fluido, un concetto astratto, uno spazio riempito da quello che viviamo.
A me piace pensare che gli anni non finiscano, 
che le persone stanno con noi per un tempo che si quantifica in emozioni dense, sensazioni e vicinanza, 
ed è innegabile il fatto 
che ogni periodo della mia vita mi abbia cambiata in un continuo scambio di compromessi, attenzioni, felicità e sorrisi, 
senza data di scadenza. 
Sicuramente ho trovato anche l’imprevisto che mi ha fatto usare un verbo irregolare, 
e non sempre sono riuscita a coniugarlo col tempo che vivevo. 
Ma questa è la vita, questo è vivere, 
noi siamo fatti anche di reazioni chimiche, 
non solo di lancette di un orologio.  
E se la calendarizzazione di un anno fosse stata inventata ad arte 
per farci rinnovare il bollo auto, 
pagare le tasse sulla casa, l’abbonamento alla tv e altri balzelli vari? 
Troppo cinica? 
Quindi buona continuazione amici!
Rosalba Corti

giovedì 27 dicembre 2018

D'artagnan : uno strepitoso Favino.

Oggi sono andata al cinema.
Era da luglio che aspettavo questo film di Giovanni Veronesi: Moschettieri del Re.
Lo attendevo da quando in una giornata di un'estate afosa,
ho avuto la fortuna di intervistare un attore eroico,
calato nella parte ironica e a tratti surreale: Pierfrancesco Favino.
Andate al cinema, gustatevi questo film,
ritrovate la risata sana,
le rocambolesche avventure sospese tra azione e comicità vera.
E godetevi questo strepitoso D'artagnan mezzo francese e mezzo non si sa:
è un dono divino!

Natale è passato. Finalmente.


Natale è passato.
Il giorno dei giorni, quello che non si litiga con i parenti 
perché  “ non sta bene” quello che si scartano regali inutili 
e si mangiano i cappelletti in brodo, 
quello dei bambini prima felici 
poi in lacrime per i giochi che non funzionano. 
Ed è anche il giorno dei selfie tutte vestite di rosso, 
delle tovaglie ricamate “tirate fuori” per l’occasione, 
dei commenti sui social 
a chi ha la famiglia apparentemente più bella. 
Ma è anche il giorno della rottura di palle e 
di una velata ipocrisia che ci stampa in faccia. 
Dai, diciamolo. 
Si fanno promesse che nessuno poi mantiene, 
si fa a gara a chi mangia di più, 
si rinvanga il passato e l’unico argomento plausibile è sempre” il tempo” . 
Il tempo che passa, le condizioni del tempo, 
il tempo che non c’è mai per fare quello che si vorrebbe. 
Perché delle magagne della famiglia non se ne parla,
non si possono esprimere i disagi in questo giorno. 
Vuoi tirar fuori tra l’antipasto e i carciofi 
un segreto che sarebbe il caso di svelare alle nuove generazioni 
(magari anche pesante) proprio in questo giorno? 
Dai non si fa! 
A Natale le cose orribili si devono dire col sorriso, tutto deve luccicare. Anche il fango.