giovedì 25 aprile 2019

La Pasqua sia con voi

Beh arriva.
Anche questa Pasqua si sta concretizzando,
facendomi capire che quest'inverno che mi ha rotto le scatole,
mi ha appoggiato su fianchi e culo qualche chiletto in più,
però festeggiare, si deve festeggiare.
Andrò al ristorante e mangerò come una reduce dalla prima guerra mondiale,
3 primi 3 secondi 3 contorni 3 dolci.
A Pasquetta per fortuna lavoro,
perchè questa flessibilità..
ci da la possibilità di non replicare gli sbagli del giorno prima..
Menomale.
Poi dovrò come minimo fare ginnastica per 3 mesi per smaltire il tutto,
e la mia cellulite, guardandomi, si commuoverà,
ma quell'uovo di cioccolato, quella candida colomba,
sono orgasmi visivi notevoli,
e non potrò certo lasciarli lì,
ad aspettarmi.
In tempi di magra...
D'altra parte, a parte la gola,
non ho vizi minori.
Chiacchiere ne farò tante, convenevoli altrettanti..
"ma come stai bene.. ma come ti dona il biondo...sta crisi ci sta piegando in 2..."
Andiamo, sono pronta..ciao, ci sentiamo, stammi bene, tanti auguri.
Rivedrò parenti, parlerò del tempo,
della mia pressione bassa,
e mi ricorderò che 2 feste all'anno bastano e avanzano.

martedì 2 aprile 2019

Rispetto 2.0


Un tempo credevo di non sopportare le persone poco ironiche, 
quelle che sanno sempre tutto e pure quelle che non ingrassano. 
Dicevo “Guarda te questa, si mangia anche il tavolo e non mette su un grammo! ”
oppure “Pensa te quel idiota, 
a stento parla italiano ed è in tv con le gambe accavallate a disquisire su tutti gli argomenti!”. 
Cose così, capite. Generiche invettive contro i mali dell’umanità. 
Mi sono voluti 55 anni per capire che c'è veramente uno e 
un solo limite che non posso perdonare al prossimo: la mancanza di rispetto. 
Rispetto declinato in ogni ambito, amore, amicizia, lavoro, famiglia, società. 
E non faccio una questione di genere, non voglio riferirmi solo all'ambito femminile. 
É vero che i maltrattamenti fisici e psicologici ai danni delle donne sono cresciuti in maniera esponenziale negli anni, ma non vorrei dare alle donne eccessi di bontà, 
anche loro stalkerizzano, una piccola parte non ne esce certo bene, 
in un quadro di degrado morale. 
Nel particolare attuale, quella professoressa che ha avuto un figlio con un ragazzino di 14 anni, 
già madre di un adolescente, 
che rispetto ha avuto questa donna per il suo ruolo di madre, di educatrice e di donna ?

mercoledì 27 marzo 2019

La realtà ha sempre i migliori sceneggiatori.


La realtà ha sempre i migliori sceneggiatori




Tempo fa, sono stata invitata in una serra per la presentazione di un libro di racconti.
Mai mi era capitato di entrare anima e cuore in un contesto così originale in un'atmosfera così rilassata e ascoltando i racconti scritti da Edda Valentini, sceneggiatrice di rango e autrice del libro “ Assenze e Ritorni”, ho provato un senso di enorme nostalgia.
Rivedere una città attraverso le parole e trovarsi di fronte a delle immagini ha sempre un effetto spiazzante: ogni angolo di strada, ogni stella fulminata di una pensione, ti butta addosso un carico di ricordi. Conoscendo l'autrice, credo che abbia pensato a questa raccolta “come una sospensione e un respiro prima delle scelte, prima della carta e dell’inchiostro. Come il tempo sospeso della lettura, come il tempo della cura che dedichiamo alle storie” È un memoir, per altri elementi è forse più chiaramente un diario; il diario di un’intelligenza vivace ed irrequieta, di una donna senza cancelli. E Rimini, la Romagna ci sono. Nel libro non c’è traccia di territorio che non sia in un appunto o in uno schizzo, o giù di lì. Perchè la realtà, ha sempre i migliori sceneggiatori. Rosalba Corti

sabato 9 febbraio 2019

Ciò che è esistito, esiste.


Mi manca mia sorella.














La parte più difficile è sempre lì,
affrontare la sua scomparsa.
Ogni tanto mi si forma la lacrima, pensandola.
Lacrima che poi scende sul tavolo,
e lì si forma un cuore.
Sorrido tanto al mondo,
nessuno mi vede mai triste,
una roccia agli occhi degli altri io sono, questa è la mia cifra.
Ma cado spesso nelle mie contraddizioni, nelle mie fragilità.
A volte devo stare molto attenta al peso delle cose che porto con me.
Mi sento come un'alpinista,
una scalatrice delle vette più alte del dolore,
e ogni grammo che mi porto dentro,
fa la differenza.
E credo che non ci sia niente di male,
ne di strano, avere nostalgia di una sorella che non c'è più.
Ma che c'è. Sempre.
Perchè ciò che è esistito, esiste.

domenica 3 febbraio 2019

Gli incontri.

Gli incontri sono il sale della vita.
E' vero che di recente mi è stato suggerito
di imparare a dosarlo bene..
Ma con Candida è difficile rimanere donne insipide.
Perchè ti travolge con il suo entusiasmo,
ti carica di energia e incontrarla,
diventa uno scambio rigenerante.
Del suo libro ho già parlato,
ma rileggendolo, questa notte,
mi ha fatto scoprire ancora lati di me,
del mio carattere,
che mi erano sfuggiti.
E capire che infondo ho ancora tanto da scoperchiare in me,
mi sembra una bella ricerca.
Ciao Candida, bell'incontro.

La scrittura come amante.


"Mi sono a messa a scrivere sul serio perchè mi piaceva".
Ecco quello che ho detto al buon MIRABELLA tempo fa in Rai,
quando mi ha fatto la domanda: perchè una cassiera diventa scrittrice?
Ed è vero, in principio scrivevo a strappi.
Sugli scontrini, tra un cliente e l'altro alla cassa.
Poi non mi bastava più e scrivevo in ogni dove,
in macchina, ferma in un parcheggio,
mentre scolavo la pasta,
tra una stirata e l'altra.
La notte poi, era mia.
Ho cominciato pian pian ad avere l'assillo delle ripetizioni e delle assonanze,
l'intenzione era quella di un resoconto secco delle immagini che mi attraversano il giorno,
ma mi ha preso la mano.
Tutto quello che mi passava per la testa lo mettevo nero su bianco,
come se avessi dentro una vocazione al racconto.
Una sorta di bulimia delle parole.
Un po' come quando si ha l'amante,
ti lasci coinvolgere perchè ti piace.
Tutto qui.
E fai fatica  a smettere.

venerdì 1 febbraio 2019

ACCORSI un grandioso ORLANDO. VACCABOIA!

Quanto è cresciuto questo ragazzo!
Ammirarlo a teatro nella versione rivisitata dell'Orlando Furioso,
in questo caso vederlo giocare con le parole dell'Ariosto in maniera così per lui semplice,
ti fa comprendere che il ragazzo di Bologna è diventato un'artista " che tutto può".
Cavalcando in scena , anche in gestualità e toni, il tema dell'amore e declinandolo in tutte le sue forme,
capisci che il ragazzo di Radio Freccia,
il Loris di Veloce come il vento e il Riko di Made in Italy,
sono la stessa persona nelle varie fasi della sua maturità artistica.
Un grandioso Accorsi.
Chapeau!