Passa ai contenuti principali

SIAMO TUTTI COLPEVOLI

Mi sento colpevole da sempre.
Ogni tanto qualcuno me lo ricorda..
La vita quotidiana ti costringe a fare i conti con te stessa,
per dei genitori da cui hai preso il volo,
per una terra da cui hai preso le distanze,
per la bambina che eri e che non sei più.
Difficile far comprendere agli "altri",
che ne avevi bisogno.
Che altrimenti non vivevi,
che era giusto così.
Eppure ai loro occhi sei colpevole.
Di poco amore, di poca carità.
Nessuno capisce le tue esigenze, giudicano,
sparano a zero, ferendo anche.
I figli non si fanno perchè devono essere il bastone della tua vecchiaia,
i figli sono del mondo, vanno lasciati liberi di andare.
Indipendentemente da te.
Difficile da capire?
Allora saremo sempre tutti colpevoli, amen.

Commenti

  1. mi viene in mente una favola ;
    Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto. Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall'asino ed alleviavano la fatica del percorso. Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti li schernivano: "Ecco," dicevano "un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto". Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado. La folla dei viandanti borbottò: "Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito". Egli, vinto dalla vergogna, costringe il padre a salire sull'asino. Così sono portati entrambi dall'unico quadrupede: il borbottìo dei passanti e l'indignazione si accresce, perché un unico piccolo animale era montato da due persone. Allora parimenti padre e figlio scendono e procedono a piedi con l'asinello libero. Allora sì che si sente lo scherno e il riso di tutti: "Due asini, mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi". Allora il padre disse: "Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci".

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

BOOSTOLOGY, un concerto paseggiato.

  Davide Dileo “Boosta” artista poliedrico a 360° con una carriera più che ventennale, tastierista e co-fondatore del gruppo cult “Subsonica” porterà il suo nuovo spettacolo “Boostology”, sul sagrato della Chiesa della Collegiata, per Verucchio Festival 2020, venerdì 24 luglio, ore 21:30. Organizzato e prodotto da Ponderosa Music&Art , l’artista ha dichiarato che “é la prima volta che mi permetto di girare così svestito” .   Boosta, un concerto “passeggiato” tra pianoforti ed elettronica. Ho scelto di tornare in maniera garbata come una sorta di pifferaio magico che passeggiando accompagna i pensieri di chi viene ad ascoltare, “svestito “ abbandonando un pochino la forma canzone e dedicarmi al suono. Ha dichiarato: la musica deve tornare ad essere una responsabilità. Il microfono allude ad un uditorio, dovresti sempre aver rispetto di quello che dici. Al musicista ti affezioni, ti accompagna per un periodo della tua vita. Bisogna sempre   ricordare che abbi...

Sandro Veronesi intervista al due volte PREMIO STREGA

  Lo scrittore pluripremiato Sandro Veronesi, parteciperà all’Ulisse Fest   ( il festival del viaggio organizzato da Lonely Planet) sabato 29 agosto alle ore 18, in piazza Cavour a Rimini. Intervistato da Stefano Petrocchi,   presidente della fondazione Bellonci, il grande scrittore già due volte Premio Strega, incontrerà il pubblico romagnolo accompagnato dal frullare delle ali del suo colibrì, il resiliente uccellino che ispira il suo ultimo romanzo. “ Il Colibrì” ( Nave di Teseo) ha vinto il Premio Strega 2020, l’autore ha bissato così il successo del 2007 già ottenuto con “ Caos Calmo”. Sandro Veronesi all’Ulisse Fest. Il tema del viaggio l’affascina? Io paragono il viaggio al “bigiare la scuola”. Non sai chi puoi incontrare, cosa ti può succedere. Non cambiamento ma piuttosto uscita, “uscire dal ruolo” provando l’emozione di tutto quello che succede al di fuori. Però il protagonista del suo Colibrì, Marco, sbatte le ali ma per riuscire a stare fermo, per rimane...

Un cipresso di Van Gogh

Ho sempre amato i cieli in tempesta. Da bambina odiavo la pioggia e  le burrasche, mi nascondevo sotto il tavolo, ora mi sembra di avere sul viso i tratti dell'inverno. Eppure è estate. Invece, vento e brina sulle labbra, mattine color cenere, i pomeriggi immobili dei quadri di De Chirico. Eppure ora vi assicuro, vorrei tanto essere un cipresso di Van Gogh, proteso verso il cielo terso.