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Come una TARANTOLATA

Mi capita spesso di vagare da una angolo all'altro della casa, cercando. Come se giocassi ai 4 cantoni. Mi accorgo che i miei cari mi guardano come se fossi un essere socialmente pericoloso, e questo mi provoca una reazione a catena, comincio a grattarmi, in preda ad un orticaria migrante. Un anima in pena. Vorrei essere così intelligente da progettare, brevettare e lanciare sul mercato, gli occhiali con un GPS incorporato. Com'è che nessuno ci ha ancora pensato? Credo che ad una "certa", la memoria non basti più.

UN FILM SENZA TITOLO

Metti che uno spot scemo, interrompa a casaccio il film che hai in testa.. Tu cosa fai? Ti addormenti e per un po' lo riprendi sperando in un finale eclatante? Chiudi gli occhi senza dormire e t'immagini lo svolgimento che ti pare a te, e così facendo ti racconti una meraviglia che non esiste? Oppure, ti tieni il ricordo di quello che hai vissuto fino a quello spot, apri gli occhi, e vivi la realtà? Detto questo: che titolo poteva avere, questo film?

Non riesco a dormire

Non riesco a dormire. Interminabili stupende discussioni, giuste indignazioni, giusti sarcasmi contro i giusti bersagli: i politici, la televisione, la chirurgia estetica, gli uomini ineleganti, i corsi di scrittura creativa e le persone che finiscono una frase con un  "mi dispiace". Sia maledetto il giorno che un capriccioso raggio di sole, mi conferì ironia e pensiero. E ora, per colpa di queste insopportabili e inutili appendici del mio vivere, sono qui con i pestoni sotto gli occhi, a non dormire. Ma tranquilli, anche la pazzia è relativa.

Iniziare le cose

Per iniziare le cose bisogna esserci. Perchè altrimenti rimani male. Cioè, metti che hai voglia di perdere del tempo ma ti accorgi che hai finito i corridoi, allora che fai, giri su te stessa? Sarebbe stato meglio non iniziare, o no? Almeno non ti viene il mal di testa a furia di pensare al perchè mai hai iniziato quella cosa. Anche perchè ti rimane la bocca schifata per le parole che non sei riuscita a dire, per quel pranzo che hai iniziato con un buonissimo antipasto e non hai finito con il dolce. Va beh, lasciamo stare... Ecco forse questo lo avresti dovuto dire, prima di iniziare le cose.

E' li che ti amerò.

Saprò amarti tra quella luce a cavallo tra il tramonto e la sera. Nell'ultimo pensiero tra gli occhi aperti e  gli occhi chiusi. Fissando quel raggio di sole che sbuca da un alba. E' lì che ti amerò, accarezzando i petali di  velluto a questa rosa, e sentendo il tuo calore sul mio viso.

Le donne son fatte così. Arrangiatevi.

Le donne vogliono un uomo che le porti la mare. Che le sorprenda. Ma attenzione. Il mare deve essere Il MARE. Non un mare qualunque. E la sorpresa deve avere un gusto diverso, inaspettato, che le lasci a bocca aperta. Provate a prendere per le mani un uomo e portarlo voi, al mare. Provate a regalarle una qualsiasi cosa. Anche un gratta e vinci. Sarà contento come un bambino. La donna no. La donna troverà sempre qualcosa da dire. Vorrà un tramonto apposta per lei. E se è buissimo, e il cielo non saprà stupirla, la colpa sarà la vostra.

Agosto in stand-by

E' stato un luglio pieno. Uno di quei mesi con giornate che hanno offeso la durata delle notti. Mi dicono che era da vivere fino all'ultima goccia, ubriacandosi di sensazioni vitali. Ora è agosto, e io sono in folle, come una barca a due passi dal molo ma ferma lì, ad aspettare di partire. La notte comincia  a riprendersi la sua rivincita sul sole, sulla sua potenza, sul suo ardore: i giorni si sono accorciati e presto verranno sopraffatti. Un'estate che non ho vissuto, che ho sentito sulla mia pelle solo da racconti di altri, e mentre tutto a Settembre finirà, io prenderò il largo.