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Forse le cose sbagliate son quelle giuste

Tutte le felicità sono possibili. Una camminata davanti al mare, un gabbiano che vola sopra la tua testa, un'onda che t'illumina, un abbraccio di un'amica ritrovata. Il tuo entrare dentro le cose sbagliate e fare in modo che siano quelle giuste. Serenamente, tranquillamente, senza rumore alcuno. In pace. Volando dentro te stesso e lasciando a terra te stessa.

Siamo noi quelli che sbottano per un like mancato?

Da quando non ho più facebook,  le amiche mi rimproverano che mi dimentico i loro compleanni.  A questo serve quindi?  È successo che non mi sentivo più a mio agio sui social, e ho fatto la scelta di non mostrare più alcuni lati di me.  Da quando il mio umore dipende solo da me stessa, mi sento più libera .  Certo non possiamo prendere troppo sul serio e sul personale tutto quello che gli altri pensano di noi, ma la rete è incontrollabile,  a volte siamo fragili,  e può capitare che qualcuno ci calpesti il nervo scoperto e sbottiamo. Ma siamo noi quelli? Davvero possiamo farci condizionare la giornata da un like? Quando diventiamo immuni dall'approvazione altrui, stiamo meglio? Si.  Smettiamola di prendere la strada più semplice: abbiamo occhi, mani, bocca. Baciamo, parliamo, guardiamo, tocchiamo. Un cuore in bacheca non batterà mai come uno che senti con un abbraccio.

INVESTIRE SU CHI CI FA STARE BENE

L'importanza di stare bene. L'importanza di saper evitare tutto il resto, con classe. Forse non mostrare alcuni lati di se, può apparire come una scelta azzardata. Ma si passa la vita a dare tempo, opportunità, attenzione e comprensione, a chi non le merita. Le famose " perle ai porci". E quando arrivi ad una "certa", senti la voglia di scoprirti solo con chi non si ferma a ciò che sembra, senti la necessità di conoscere persone che non si bloccano davanti ad una tua parola,ù ad un tuo atteggiamento, ma che hanno ancora la voglia di capire chi sei. Veramente.

La notte

La notte è come la gomma. Elastica, morbida, infinitamente malleabile. Mi sento oggetto della notte, i pensieri mi scavalcano, lasciano spazio. Non è affilata come il mattino, con quella luce invadente e insopportabile. La notte è discreta, non ti penetra come i raggi del sole nel cervello, sta sulle sue, ti lascia decidere se amarla o no. A volte la notte io non ho la minima idea di come farla passare, lascio che mi avvolga, che mi tratti come vuole lei, non mi oppongo. Ecco forse è l'unico momento, in cui sento una voce fuori campo dirmi: Rosi..lascia che sia.

Ma Silvio perchè?

Non si spiega perchè io debba accendere la tv e vedere ancora Silvio. Cosa ci fa ancora nella sala degli specchi, per quale motivo io devo sorbirmi il suo fondotinta stucchevole, le sue parole trite e ritrite, il suo essere tra donne rifatte e incapaci? Nel mezzo. Un uomo che è sempre nel mezzo di tutto. Cosa c'entra con la mia visione di mondo? Con il futuro che vorrei che avesse mio figlio? Con me?

Analista mio malgrado.

Avendo una folta schiera di amiche, ho anche una miriade di problemi da ascoltare. Ma mi sorprendo sempre più ad ammirarne il traffico. Di uomini, di figli, di complicità, di dubbi che scompigliano la vita. .."sono tornata con il mio ex".. mi ha detto raggiante una mia collega pochi giorni fa. Sei felice? gli ho chiesto.. "tanto..ma".. mi ha risposto lei Alt! Gli ho intimato, fermati, cerca di viverti il presente senza farti paranoie, lineare, semplice, sciolta, ecco cosa deve essere una relazione, anche se non è una relazione, anche se è solo per un ora, vivitela senza orpelli cosa ci metti a fare quel "ma", dopo quel "tanto". Metti davanti a te, solo quello che ti da l'essere tornata ad assoporarlo. E se è solo un anestetico, è pur sempre qualcosa di fantastico, se poi t'illumina così, niente ma!

Fuori dalla mischia.

Ogni giorno mi rendo conto che viviamo in una società che sorpassa. Mi sfrecciano davanti anime a velocità incontrollata, prese dalla smania di arrivare prime da qualche parte,  senza aver capito che magari, dove volevano arrivare, ci sono già. Competizione e modi per affrontare un'ipoteca gara, gli fanno perdere di vista il motivo del loro correre, spesso perché credono che sorpassare sia l’unico modo per raggiungere l'obbiettivo della vita. Senza rendersi conto quello che si lasciano indietro. Senza alzare la testa e guardare gli altri, la finestra di una casa, una pianta, un sorriso. Corrono,  senza mai imparare a meritarsi uno sguardo dalle persone che il cielo ha inviato loro,  senza  saperlo riconoscere, senza comprendere la qualità di certi silenzi. Io non sorpasso, sto fuori dalla mischia. E se mi arriva un abbraccio ben assestato nel silenzio del mio cuore, so riconoscerlo e ricambio.