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Corto circuito emotivo

La memoria è una struttura complessa,  a volte cerchi e ricerchi in quel pertugio per ritrovare qualcosa che hai dimenticato, nascosto, che non ricordi nemmeno come e perchè l' avevi celata. E' l' area di archiviazione dei ricordi in un certo senso automatici,  un po' come andare in bicicletta.  Ma cosa scatena il corto circuito?  Perchè a volte non ci ricordiamo proprio quello che vogliamo ricordare? Sicuramente non aiuta vivere in una società che ci costringe a essere multitasking,  a funzionare come un computer aperto su dieci finestre contemporaneamente,  ciascuna rivolta a un compito, e forse è difficile anche ricordare gli attimi che ci hanno fatto così bene. Ma perchè allora quelli che ti hanno fatto male, li ripercorri nei minimi dettagli?

Vuoi tu prendermi..come tuo legittimo sfogo?

Ieri, guardando alla tv un’inchiesta girata nei maggiori supermercati italiani, facevo una riflessione su come l’introduzione delle casse automatiche,  avvenuta in ottica di innovazione aziendale, sia ancora,  per chi ne dovrebbe usufruire,  un qualcosa di difficile da avvicinare. È evidente che il lato umano è decisamente messo da parte,  ma umano con che finalità?  Quello dello sfogo gratuito visto come valvola di scarico che,  al consumatore finale, sembra spetti di diritto? Nell’ inchiesta,  s i parlava della sgradita sorpresa che avevano trovato alcuni consumatori abituali di un supermercato milanese, trovandosi davanti a quella nuova realtà.  Il filmato registrava il malcontento, il brusio e le molte persone che abbandonavano la fila della ex “cassa umana” ora automatizzata,  si accodavano dietro i carrelli pieni delle persone che facevano una spesa nelle casse tradizionali.   In questo modo però la fila si...

FOTTUTA BACHECA

Ci avete mai pensato che bello era..stare senza social?  Ieri pensavo: meno male che quando andavo alle magistrali questa moda orrenda  ( perpetrata da me da anni)  di farsi foto per condividerle sui facebook  o su instagram non esisteva ancora.  Sai che ansia la mattina per uscire di casa alle 6 per prendere il treno? Come minimo avrei dovuto truccarmi, se non altro per coprire i brufoli, pettinarmi.. Ora capisco perché i ragazzini che vedo in giro hanno tutti il cervello più o meno ..distratto.. non è colpa loro: sono sottoposti ad uno stress non indifferente! Ad un’ansia da prestazione indicibile! Meno male che sono scampata a questa piaga. Meno male che potevo andare in giro in tutta la mia giovane spensieratezza. E in tutta la mia genuina bruttezza. Adesso, cari amici dotati di profondità d’animo, non pensiate che io sia una persona superficiale che bada solo all’aspetto estetico, però capitemi. Capite le mie preoccupazioni. Avre...

La primavera mi stanca

La primavera mi stanca. Esco alla mattina vestita in un modo e nel corso della giornata mi tolgo le calze mi metto le calze, mi slaccio la camicia e la riallaccio al primo spiffero, mi tolgo i jeans per il caldo e mi metto una gonna. Così capita che non sono coordinata, e io non in tinta non mi sento a mio agio. Come stagione non è un granchè, inutile farci poesie e cantarle odi, diciamolo, è un qualcosa di faticoso fare il cambio dei panni, pulire i vetri, sistemare i terrazzi e le piante, imbiancare casa per dare una rinfrescata alla vita. Forse è proprio questo verbo che mi stanca in questo momento. Cambiare.

Questioni di Karma.

È uscito da pochi giorni un film con il nostro santarcangiolese D.O.C Fabio de Luigi, “Questione di Karma” e vi assicuro che va visto, intanto perchè è un bel modo di riflettere sulla legge di causa e di effetto applicata alla vita, legge secondo la quale si raccoglie il frutto di ciò che si è seminato o si subiscono le reazioni delle proprie azioni, poi perché i protagonisti sono il   bene  e il  male , la moralità e l'immoralità, che agiscono come una grande forza naturale per tutti i problemi concernenti la condotta dell'uomo. Però il film ti fa anche comprendere come molte situazioni oscure, a volte, si ristabiliscono da sole, proprio per una legge Karmica , magari semplicemente solo chiedendo scusa. Ma è così difficile chiedere scusa? Intendo dire..capire di aver sbagliato i tempi, capire di avere ferito una persona, eppure non riuscire a dire: mi dispiace. Chiedere scusa quando si sbaglia, non è perdere la dignità, ma è averla . E' avere le palle di ammettere c...

La migliore.

Quello che provoca dentro di te uno sguardo mancato, te ne accorgi dal dolore che risuona sordo dentro al tuo cuore. Dalla violenza psicologica che hai subito per anni, di non essere tu , quella che voleva. E questo ti annienta, e allora ti dici: sarà quel che deve essere. Basta. Perchè capisci che forse non c'è stato mai, che non sei mai stata amata, e tanto meno desiderata.. ed è un qualcosa che ti sconvolge quanto il silenzio che t'imponi, perchè non hai più voglia di giustificare, ne di comprendere che l'altro è diverso da te, di dire che tu sei quella cosa li, e lui quella cosa la. Non hai più voglia di darti alibi, di farti radiografie, di capire che ti può passare sopra un treno che tanto non lo sentiresti, perchè sei lì, schiacciata da una frase vista su un freddo display e che a te, lui non mai spedito, nemmeno per sbaglio. Anzi sei stata per lui una madre, una sorella, un'amica, tanto davvero. Ma non quello: la migliore. Quella ch...

Rivincite

Sentite questa storia. Un 'amica da sempre trattata come un tappetino da diversi uomini, nella sua ultima storia, si è rivestita ed è andata via lei, per prima. Non ha voluto coccole dopo il rapporto occasionale e nel raccontarmi come l'ha lasciato lì, incredulo, mi ha detto: ho avuto la mia rivincita. Niente di più sbagliato a mio parere, nei rapporti personali, amichevoli o no che siano, non si vince e non si perde. Ci sono le delusioni, questo si, che feriscono più di una sconfitta, Che sono mali incurabili, che distruggono l'idea che avevi di quella persona, ma non perchè s'investe su qualcuno, ma solo perchè si tirano i dadi in una storia e il 12 non esce mai. Figuriamoci nelle "non storie". Poi ti accorgi che sono dadi truccati da te o dalla tua vista, e che su ogni facciata tu avevi immaginato numeri da uno a sei. In realtà erano disegnati solo degli uno o dei due. E gettarli sul tavolo non potevano dare che 4. Come massimo punteggi...