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Ciò che è esistito, esiste.

Mi manca mia sorella. La parte più difficile è sempre lì, affrontare la sua scomparsa. Ogni tanto mi si forma la lacrima, pensandola. Lacrima che poi scende sul tavolo, e lì si forma un cuore. Sorrido tanto al mondo, nessuno mi vede mai triste, una roccia agli occhi degli altri io sono, questa è la mia cifra. Ma cado spesso nelle mie contraddizioni, nelle mie fragilità. A volte devo stare molto attenta al peso delle cose che porto con me. Mi sento come un'alpinista, una scalatrice delle vette più alte del dolore, e ogni grammo che mi porto dentro, fa la differenza. E credo che non ci sia niente di male, ne di strano, avere nostalgia di una sorella che non c'è più. Ma che c'è. Sempre. Perchè ciò che è esistito, esiste.

Gli incontri.

Gli incontri sono il sale della vita. E' vero che di recente mi è stato suggerito di imparare a dosarlo bene.. Ma con Candida è difficile rimanere donne insipide. Perchè ti travolge con il suo entusiasmo, ti carica di energia e incontrarla, diventa uno scambio rigenerante. Del suo libro ho già parlato, ma rileggendolo, questa notte, mi ha fatto scoprire ancora lati di me, del mio carattere, che mi erano sfuggiti. E capire che infondo ho ancora tanto da scoperchiare in me, mi sembra una bella ricerca. Ciao Candida, bell'incontro.

La scrittura come amante.

"Mi sono a messa a scrivere sul serio perchè mi piaceva". Ecco quello che ho detto al buon MIRABELLA tempo fa in Rai, quando mi ha fatto la domanda: perchè una cassiera diventa scrittrice? Ed è vero, in principio scrivevo a strappi. Sugli scontrini, tra un cliente e l'altro alla cassa. Poi non mi bastava più e scrivevo in ogni dove, in macchina, ferma in un parcheggio, mentre scolavo la pasta, tra una stirata e l'altra. La notte poi, era mia. Ho cominciato pian pian ad avere l'assillo delle ripetizioni e delle assonanze, l'intenzione era quella di un resoconto secco delle immagini che mi attraversano il giorno, ma mi ha preso la mano. Tutto quello che mi passava per la testa lo mettevo nero su bianco, come se avessi dentro una vocazione al racconto. Una sorta di bulimia delle parole. Un po' come quando si ha l'amante, ti lasci coinvolgere perchè ti piace. Tutto qui. E fai fatica  a smettere.

ACCORSI un grandioso ORLANDO. VACCABOIA!

Quanto è cresciuto questo ragazzo! Ammirarlo a teatro nella versione rivisitata dell'Orlando Furioso, in questo caso vederlo giocare con le parole dell'Ariosto in maniera così per lui semplice, ti fa comprendere che il ragazzo di Bologna è diventato un'artista " che tutto può". Cavalcando in scena , anche in gestualità e toni, il tema dell'amore e declinandolo in tutte le sue forme, capisci che il ragazzo di Radio Freccia, il Loris di Veloce come il vento e il Riko di Made in Italy, sono la stessa persona nelle varie fasi della sua maturità artistica. Un grandioso Accorsi. Chapeau!

Se hai occhi che sanno leggere per davvero.

Le rughe segnano un tempo che non c’è più.  Il silenzio e l’assenza fanno il resto.  Mi è capitato un fatto strano: ho rincontrato un’amica che  non vedevo da 25 anni e improvvisamente  ho scoperto di non avere più vent’anni.  Nemmeno 30 per la verità.  Era sparita dalla mia vita senza un motivo e confesso di averla cercata a lungo, ma è difficile trovare qualcuno che non vuol farsi trovare.  Un giorno sono stata informata del suo trasferimento in Australia.  Mica a Coriano.  Riassumere venticinque anni in un abbraccio è stato difficile,  ma ci siamo dette tutto osservando i nostri volti.  Ci siamo ripromesse di tenerci in contatto via mail ( riparte )  e tramite social.  Magari mi accorgerò che in fin dei conti il tempo e le distanze non cambiano la natura della persona,  o forse avrò conferma del contrario.  Ma resto dell’idea che l’amicizia può rimanere anche senza benzina,...

Gli uomini, un black out

Nella scelta dei loro giochi, gli uomini sono più irrazionali delle donne. E anche dei bambini. Gli uomini sono zucchero filato, sono odore in un cassetto, sono risposte e mai domande, sono foto in bianco e nero, immagini piccole sbiadite al centro, sono silenzio che non giudica, sono pensieri che se ne stanno per i fatti loro. Gli uomini. E mai sorrisi scoloriti. Se mancano, sono luce che va via in un isolato.

La cosa giusta

Alla mia età , mi sono un po' rotta le scatole di "far la cosa giusta". Si certo, ognuno di noi nella vita, si è trovato davanti ad un dilemma, ha sentito quella vocina interna che sussurrava un "si" o un " no", che l'ha spinto alla riflessione, che voleva dirci in che direzione era " la cosa giusta". Io non credo però che sia solo la vita che ci fa procedere zigzagando, in cerca di una verità,di un percorso, penso che dentro noi, si muovano tanti personaggi. E che abbiamo un animo umano molteplice, che sa esplorare, che sa dei nostri stati d'animo alterni, che sa che le nostre capacità di scelta, possono variare a secondo di come ci svegliamo al mattino. Oggi per esempio è bastato un complimento a spettinarmi l'anima, e non ho fatto la cosa giusta. O forse si.