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Le madri hanno un muscolo nell'anima

Ieri sera mi sono sentita tanto "mia madre": Elia mi raccomando.. Quando penso a mia madre, mi viene in mente la canzone della Consoli, in bianco e nero.. "guardo una foto di mia madre..e ritrovo lo stesso sguardo". Quel testo è tutte noi, è crescere, capire e riconoscere di assomigliare sempre più a chi, nella mia vita, hai osteggiato con una guerra sterile, ma forse non così inutile, se ora in età matura, sei riuscita a comprenderti. Una madre "parla per il tuo bene", ti rompe le scatole, ti riempie la testa e l'anima di "te l'avevo detto". Ti dice di camminare con la schiena dritta, di coprirti, e di non comprare l'insalata marcia.. E tu poi, quando ripeterai le stesse frasi a tuo figlio, quelle parole le capisci, e comprendi che il suo ruolo non è stato affatto facile. E in qualche modo la perdoni e perdoni te stessa. Le madri hanno un muscolo in più, è innegabile, risiede nell'anima, è un muscolo che smu...

Quella che sono.

È già qualche mese che rimando questo post. Pur avendo variamente ed abbondantemente festeggiato il mio ritorno alla vita, non mi venivano alla mente abbastanza parole, o forse non c’era mai stato davvero quello scatto che facesse da cartina al tornasole per un confronto netto tra la donna che ero e quella che ora sono. Non fino ad oggi. Una vera novità per me. Io che ho fatto dell’impulsività, dell’agire senza pensarci troppo su, la mia bandiera, ora mi ritrovo a pensare e ripensare le parole da non dire, e quelle da dire, a cosa fare e cosa non fare, a chi frequentare e chi lasciare in panchina ad aspettare un mio cenno. Magari per sempre. Ho rallentato la mia vita, rimanendo fedele al mio corpo senza spingerlo oltre le mie capacità. Che sarebbe inutile e dannoso.   Non mi sono posta vincoli o obiettivi. Strano anche questo per me, ma il corpo credetemi, va ascoltato. Un anno fa già il pensiero di prendermi tempo era lontano, lontanissimo ...

Amici di parola, amici a parole.

All'amicizia non serve un perchè, all'amicizia basta una scusa. Per un sorriso complice,  per cazzeggiare in giro, per festeggiare con te,  per assecondare un tuo capriccio, per camminare al mare.  Ho un' età in cui sono abbastanza grande per saper riconoscere gli amici di parola, da quelli a parole. Questa è l'età in cui so perfettamente di che persone voglio circondarmi. Io ho scelto chi fa della leggerezza la propria bandiera,  dell'ironia la propria religione,  della semplicità la propria missione.   : 

PRETENDO DI ESISTERE

Che le previsioni del tempo condizionano i rapporti lo sapevate? Bene è proprio così. Amicali e non, fidatevi. "Se piove va bene, ci vediamo. Se c'è il sole vado a passeggiare al mare. Anzi facciamo così: se è  solo nuvoloso vado a farmi i capelli, ma se è umido poi non mi tengono, quindi potrebbe  anche andare bene.. Però se è sui 28-30 gradi prima sentiamoci, che magari vado a correre, se il termometro batte sui 9 barra 10 gradi ci buttiamo in un centro commerciale e un caffè ci scappa" No non ci siamo. Io non voglio dipendere dal meteo nelle mie relazioni. Devo già farlo con i turni lavorativi, con gli umori degli altri, con il blocco del traffico, con le mie vene, e con le mie voglie. Certo se abitassi al Polo Nord le relazioni interpersonali sarebbero più frequenti. Non si discute. La neve se ne frega quando scende? E allora del tempo me ne frego anch'io. Pretendo di venire prima. Pretendo di esistere. Anche se piove, anche se c'è il...

Attimi di non trascurabile felicità

Viviamo in una società regolata da semafori, timbratrici, orologi, cellulari che squillano, e allora scandire e assaporare alcuni secondi di "non trascurabile felicità" tra il prima e il dopo una vita di doveri, catene e colla tra le dita, forse è anche necessario. Togliersi le scarpe e camminare a piedi nudi, mangiarsi un gelato davanti al mare, cucinare una torta, ascoltare Mozart sul letto sfatto, telefonare ad un padre, leggere un libro, farsi un bagno pieno di schiuma. Per non scoppiare, per non scendere da una macchina e spaccare tutto, per non stendersi di sonniferi. "La vita è pesante" mi ha detto ieri una mia collega.. Alleggerirsela, aprire il coperchio della pentola a pressione a questo punto, per qualcuno, rimane l'unica soluzione.

Questo non è un paese normale

Siamo un paese strano, ringraziamo quando ci fanno passare sulle strisce. E magari, siamo anche le stesse persone che sorpassiamo quando un altro automobilista si è fermato per far passare sempre sulle strisce, altri noi. Dicotomie del nostro vivere. Da un rapporto censis, uno di quelli ufficiali, in quanto a civiltà siamo messi male.. Svicoliamo, saltiamo le file, troviamo sempre una scusa, siamo impazienti, dobbiamo arrivare prima, i mezzi per farlo poi, sono quel che sono. Del resto Zalone ci sta facendo film su CHI SIAMO. Riusciremo mai a diventare una nazione retta, una nazione che riga dritto? I Francesi sbuffano quando parlano di noi, ai loro occhi siamo inaffidabili, scarsamente puliti nel fare... Forse è vero. Ma almeno noi abbiamo i bidet.

Il silenzio

Mi dispiace parecchio quando le persone  non riescono a trovare l'occasione per stare zitte. Denotano poca intelligenza. Riempiono il mondo di frasi sagge, di altri, perchè raramente riescono ad elaborare un pensiero logico proprio. E questo è un vero peccato, perchè il silenzio in alcuni casi  andrebbe invocato come una preghiera. Specialmente quando sono parole assolutiste come quei "io non lo farò mai, io non ho mai detto bugie, io, io io.." L'umiltà in questa società moderna non va di moda.