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Processo in corso: assolvetemi.

Se non fossi stata contemporanea dell'epoca 2.0, mi sarei comunque connessa? Io credo che la dipendenza da schermo sia una perdita di tempo . Notizie  e immagini sono manipolabili con molta facilità, Verissimo, la connessione ti dà visibilità, ma io mi sono un po' stancata. A parte questo blog che amo profondamente, che è quello che sono, mi sto staccando lentamente  dalla tecnologia. Per concentrare qualcosa di sensato in 140 caratteri, per esempio, bisognerebbe lavorarci almeno 5-6 ore, l'espressione precisa non viene mai di getto, si rischia di dire banalità che poi ti possono venire rinfacciate.. Non rinnego niente: mondanità, esibizionismo e amicizie virtuali. Però ora mi sento libera dalla smania di apparire e cerco di scoprire ciò che più mi è autentico, che più mi assomiglia. Quando tutti parlano troppo, anche di quello che pensano possa provare tu, la scelta del silenzio mi sembra obbligata, e davvero, e questo può sembrare pretenzioso e...

Mi adeguo all'altezza della bassezza dei tempi?

Dei social, di fb in particolare, mi sono veramente stancata. "C'eravamo tanti amati", il film di Scola che raccontava le mediocrità dell'italiano, in ambito famigliare-sociale, se vogliamo era uno spaccato del quotidiano umile, modesto, vero. Ora ognuno si sente in diritto di esternare sui social cosa pensa dell'altro, tutti coerenti non praticanti poi, quando si tratta del privato. In periodo referendario poi, i sondaggi, i pareri si sprecano e davvero, faccialibro è diventata una finestra insopportabile. Io sogno che non ci sia nessun referendum, e che questo, sia solo un esperimento del ministero della salute, per testare la sopportazione umana.

Il segreto della felicità

Dalle mail che ricevo (grazie) tante e spesso dolorose,  capisco che c’è un indice d’infelicità notevole,  e anche se cerco di sdrammatizzare con un po’ d’ ironia,  una riflessione s’impone. Bisogna saper riconoscere l’autosabotaggio che è dentro ad ognuno di noi, per essere felici? Di recente ho letto un manuale di un’esperta della crescita personale: Luminita Saviuc. Ebbene sappiate che sembra che passiamo la vita a inseguire la felicità con oggetti e persone quando invece con un semplice vero e proprio protocollo comportamentale, il risultato è garantito. La parola d’ordine è   lasciar andare , dare un taglio netto a tutte quelle abitudini che ci generano dolore, rabbia, stress e sofferenza. La scoperta dell’acqua calda, direte voi, però, qualcosa di questo studio, a me intriga, perché pensiamoci bene, cos’è che ci frega? L’ autolesionismo , la mania del voler controllare sempre tutto, la lamentela, i pensieri negativi, il pretendere di avere sempre...

Scriviamo quello che siamo

Quando scriviamo su un foglio una parola, nessuno ci pensa mai, ma ogni piccolo segno che tracciamo su un foglio porta con se' un significato nascosto e riflette ciò che il nostro inconscio detta con la penna. Perchè la nostra scrittura è come un'impronta digitale, unica e irripetibile. E noi siamo come scriviamo. Io per esempio uso sia lo stampatello che il corsivo, scrittura mista, un casino di donna, poteva essere altrimenti? Ed ogni segno è un utile indicatore dello stato d'animo. Oggi per esempio ho scritto la lista della spesa solo con le iniziali. Quando ero al super ho messo a caso i prodotti nel carrello, e per cena non avevo nulla da cucinare.

La vita, che sorpresa!

La vita, che sorprese ci riserva. L'emozione di aprire un baule in soffitta e trovare sotto una tovaglia ricamata e una scatola di bottoni spaiati, bottoni che hanno adornato abiti di ogni genere, toccarne uno e sentirne l'odore, immaginare una situazione e cercare col pensiero, di mettersi in contatto con un anima. Usato o meno che importa, magari toccarne uno un po' "liso", ricoperto di un velluto che non si usa più, prezioso, unico. Impossibile non abbandonarsi al ricordo di una nonna che è li, dietro ad una radio d'epoca che fa la maglia, anzi che ti sferruzza le calze da metterti, perchè l'è frech.. Quelle calze lunghe, colorate, che in certe occasioni te le riempie di mandarini, di noci, e magari quelle belle lire di cioccolato ricoperte di oro, che mai vorresti mangiare. La rivelazione del suo passaggio indelebile in questi immagini impresse nella retina dei tuoi occhi, nella corteccia celebrale del tuo cervello, che si rivelan...

La vita, che sorpresa!

La vita, che sorprese ci riserva. L'emozione di aprire un baule in soffitta e trovare sotto una tovaglia ricamata e una scatola di bottoni spaiati, bottoni che hanno adornato abiti di ogni genere, toccarne uno e sentirne l'odore, immaginare una situazione e cercare col pensiero, di mettersi in contatto con un anima. Usato o meno che importa, magari toccarne uno un po' "liso", ricoperto di un velluto che non si usa più, prezioso, unico. Impossibile non abbandonarsi al ricordo di una nonna che è li, dietro ad una radio d'epoca che fa la maglia, anzi che ti sferruzza le calze da metterti, perchè l'è frech.. Quelle calze lunghe, colorate, che in certe occasioni te le riempie di mandarini, di noci, e magari quelle belle lire di cioccolato ricoperte di oro, che mai vorresti mangiare. La rivelazione del suo passaggio indelebile in questi immagini impresse nella retina dei tuoi occhi, nella corteccia celebrale del tuo cervello, che si rivelan...

Non è possibile uccidere la vita. Ritorna.

S apete una cosa? Per anni non ho fatto in tempo a mettermi in posa che ero già da un'altra parte. Me lo ha dovuto far comprendere un ictus, che non ero mai a fuoco. Facendomi perdere l'equilibrio che pensavo di avere. Mi sbagliavo. Tutta la memoria è organizzata sotto forma di immagini:  alcune di queste immagini contengono delle non verità..   Queste non verità, se non vengono corrette,    finiscono per dare luogo a problemi di natura fisica/ emotiva.  Ebbene in questi anni io mi sono studiata,  ho analizzato il mio cervello,  e quel mio lato sinistro ( la parte del sentimento, delle emozioni, del cuore )  semi paralizzato.  E sono arrivata alla conclusione che siamo stati creati  non avendo in dotazione particolari programmi (software)  e quindi l’ auto guarigione non c’è nella nostra testa,  ma dobbiamo crearcela da soli, ovviamente con l’aiuto, come nel mio caso,  di una buona dose di fortuna, di vo...