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Le borse delle donne, hanno una vita a se'

Lo so che l'argomento è frivolo e lascia il tempo che trova. Ma delle borse delle donne, ne vogliamo parlare? Premetto che la mia, per trovare qualcosa, la rovescio. Ovunque mi trovo. Non m'importa se qualcuno pensa che io sia una smanata. Tanto è  vero. E poi credo che ogni donna, sappia di cosa parlo. Penso che sia cosciente che la sua borsa possieda una vita propria, che sia governata da anarchia totale, quindi posseduta solo da un'anima che assomigli solo in parte, alla proprietaria. Ma abbiamo un alibi, a noi ci frega la pubblicità. Sembra che senza assorbenti senza ali non viviamo, e allora ci vuole un piccolo contenitore per contenerli, perchè metti che qualcuno si accorga che ogni mese abbiamo il ciclo.. Sai l'imbarazzo? Io con la menopausa ho rimediato.. Quindi dentro tanti oggetti inutili per il mondo, indispensabili per noi. Le chiavi, il portachiavi, il cellulare e il porta cellullare, oggetti che quando "ravaniamo" nel suo i...

Certi angoli di notte non avranno luce mai.

Forse impariamo a volerci bene troppo tardi. Punto. A volte siamo come quei 50grammi di salmone avvolti in 3 o 4 involucri. Cellophane, carta stagnola, velina, tutto sottovuoto. Prima di arrivare a noi, infiniti strati. Ovattati, in un contesto che si spera non ci trafigga. Resistenti agli attacchi esterni solo se coperti da premure, affetto,carezze. Ma a rischio di avaria se non conservati bene. Magari si,siamo proprio come quel tenero salmone, ma lasciati anche noi agli imprevisti della vita, alle frustate, e alle delusioni cocenti, ci oscuriamo il volto e non sempre riusciamo a dire: ma chi se ne frega! Però arrivi al punto di non ritorno, comprendi che non è più tempo di darti rinvii, che hai spedito troppi abbracci e non li hai ricevuti nemmeno per sbaglio, che non vuoi più rimuovere dai tuoi occhi quello che non vuoi vedere. E allora decidi di vederci benissimo. Magari hai l'impulso irrefrenabile di spaccare una bottiglia in testa a chi ha inibito i tuoi se...

Quando le più grandi ferite non riescono più a fare male

C'era una canzone meravigliosa cantata dalla Mannoia che recitava: "quando le più grandi ferite non riescono più a farti male, che meraviglia il suo farsi aspettare.." In effetti si prova una certa soddisfazione, come negarlo, a vedere i propri lividi scomparire dalla pelle. E a sorriderne. Finalmente. Tradisci un emozione senza pronunciare una parola, semplicemente non odiando più. Si colmano distanze nella vita, che si pensano immense. Poi invece capita di ritrovarti davanti ad una faccia che ti ha strappato tanti si, e dici di no. Pensi a quante volte hai cercato di trascinare via dall'anima il male ricevuto, e ti meravigli che quello che hai sognato di gridare per tanto tempo ora lo sussurri, e che non ti fa paura, la rinuncia. Si concretizza così per te, un futuro diverso. E capisci che niente ti può più abbattere anzi, che sei talmente forte che sarai tu d'ora in poi a buttare per terra, all'occorrenza. Che poi non è che ci si trovi gust...

LE FERITE CHE POI FERISCONO

A volte non si ha davvero la voglia e l'intenzione di ferire qualcuno. Ne di riaprire  ferite.                                                                             Ma lo si fa, s'infila una parola, un nome.. E si apre al diluvio universale. E piove. Grandina. Dentro te e dentro l'altra persona. E' un'acqua distruttiva per entrambi. Allora si chiede scusa, o perlomeno si cerca di farlo, si capisce che  in qualche modo si è tolta quella pellicina, che si era appena riformata, su un qualcosa di scorticato, di ancora sbrancato. E si sta male. Ma le tue scuse finiscono nel cesso. Capita.. Non sono serviti baci o carezze diverse, a cicatrizzare.. La tua funzione dunque non era quella. Magari avevi dato una lettura diversa ad un rapporto, e da quel "mancato ascolt...

ORAMAI COSA?

Fra pochi giorni ci siamo.. La primavera arriverà e finalmente sboccerò. Saremo fuori da una stagione che ci ha rotto le scatole, perchè diciamolo: l'inverno è troppo lungo. Io lo associo al pallore,  a quel lieve malessere a cui i medici non sanno dare un nome. È la stagione  in cui si tirano le somme,  si comincia a pensare che non c’è più tempo per rimediare,  è il periodo “dell’oramai”. È un po’ come quelle donne che arrivate ad una certa stagione della vita,  si convincono che ciò che è stato non tornerà mai più,  ma ogni età ha la sua ragione d’esistere  e l’ironia può accompagnarci ad attraversarle tutte . E vi confesso che un silenzio rattrappito,  rassegnato ci avvolge quando guardiamo le coppiette sulle panchine che si baciano,  tutti aspetti riconducibili agli stramaledetti ormoni alla cui mercé viviamo questi anni,  dove ci sono dentro anch’io.  Ma la domanda esistenziale che ci poniamo pr...

Squarci di buio portano la luce.

Sapete quanto mi piace la parola: coraggio. Parola che poi, coniugata alle donne fa miracoli. Il coraggio che appartiene al universo femminile,  il coraggio che ci vuole per vivere,  lo stesso coraggio che occorre nel mettersi lì,  ad affrontare quello che ci attraversa di negativo. Non conosco donne che non ci sono passate: si comincia con una giornata di pioggia,  uno stormo di uccelli visto dalla finestra, un ricordo. Il nostro cammino è permeato di emozioni, ma anche lo sconforto, quella vena di tristezza profonda, possono fare capolino nella nostra vita, e renderci impotenti e diverse, agli occhi degli altri. Nell'epoca dei life coach, la tristezza è considerata un segnale di debolezza, una forma di sabotaggio alla concezione del pensiero positivo, dell'essere invincibili. Ma chi non sa accoglierla nelle innumerevoli tappe della propria vita, chi è incapace di apprezzarla, non può riconoscere il valore della gioia, non può...