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Un Natale assottigliato

Io sono cresciuta in un piccolo paesino della Valtellina, e vi assicuro che da bambina, nulla era più importante per me della messa di mezzanotte. Ci trovavamo in quelle panchine tutti stretti e assonnati, si sbadigliava, ci si scambiava un augurio, cantavamo. Poi, fuori dalla chiesa,tanti baci e abbracci. Veri, sinceri, perché ancora ero ingenua, pura. Mi dicono che questa usanza continua, c’è ancora in tutta la penisola, anche nel Duomo di Rimini e nelle chiese di Riccione e dell’entroterra Romagnolo, ma io non sento più la magia, che ci volete fare, tutto mi sembra assottigliato con il mattarello della ferocia della vita. Le feste segnano il passare del tempo, si sa, è un po’ tempo di bilanci, fai la conta di chi c’è e di chi non c’è più. Le amiche si aspettano i regali e tu continui ad aspettare la vigilia per correre nei negozi perché non vorresti perderle per un malinteso, per un riciclo sbagliato, per una mancanza. Ma in realtà ti senti obbligata. Ed ad ogni natale ti ripromett...

Aspettando il calendario del 2017 del qualunquista.

No io non mi accodo alla lamentele.  Troppo comodo prendersela con la stagionalità. Siamo nel mese delle feste Natalizie,  e già ho sentito dire a persone che vorrebbero saltare al mese successivo perché odiano i regali, l’atmosfera a loro dire ipocrita che regna in questo periodo.  Si è vero, qualche convenevole si potrebbe saltare.. e anche qualche auguri fasulli. Ma poi, saltando a gennaio queste stesse persone si lamenteranno per le code ai saldi,  in febbraio ripeteranno e posteranno su face book che è un mese troppo freddo per essere allegri, e naturalmente odieranno anche il carnevale e le canzoni di San Remo. A marzo il loro problema sarà come vestirsi perché si sa marzo è pazzerello un giorno brutto un giorno bello . Ad Aprile la primavera li renderà apatici,  a Maggio allergici a tutto e malediranno i pollini. Non sapranno godere dell’inizio dell’estate,  e a giugno detesteranno l’umidità. In luglio si ammaleranno ...

Processo in corso: assolvetemi.

Se non fossi stata contemporanea dell'epoca 2.0, mi sarei comunque connessa? Io credo che la dipendenza da schermo sia una perdita di tempo . Notizie  e immagini sono manipolabili con molta facilità, Verissimo, la connessione ti dà visibilità, ma io mi sono un po' stancata. A parte questo blog che amo profondamente, che è quello che sono, mi sto staccando lentamente  dalla tecnologia. Per concentrare qualcosa di sensato in 140 caratteri, per esempio, bisognerebbe lavorarci almeno 5-6 ore, l'espressione precisa non viene mai di getto, si rischia di dire banalità che poi ti possono venire rinfacciate.. Non rinnego niente: mondanità, esibizionismo e amicizie virtuali. Però ora mi sento libera dalla smania di apparire e cerco di scoprire ciò che più mi è autentico, che più mi assomiglia. Quando tutti parlano troppo, anche di quello che pensano possa provare tu, la scelta del silenzio mi sembra obbligata, e davvero, e questo può sembrare pretenzioso e...

Mi adeguo all'altezza della bassezza dei tempi?

Dei social, di fb in particolare, mi sono veramente stancata. "C'eravamo tanti amati", il film di Scola che raccontava le mediocrità dell'italiano, in ambito famigliare-sociale, se vogliamo era uno spaccato del quotidiano umile, modesto, vero. Ora ognuno si sente in diritto di esternare sui social cosa pensa dell'altro, tutti coerenti non praticanti poi, quando si tratta del privato. In periodo referendario poi, i sondaggi, i pareri si sprecano e davvero, faccialibro è diventata una finestra insopportabile. Io sogno che non ci sia nessun referendum, e che questo, sia solo un esperimento del ministero della salute, per testare la sopportazione umana.

Il segreto della felicità

Dalle mail che ricevo (grazie) tante e spesso dolorose,  capisco che c’è un indice d’infelicità notevole,  e anche se cerco di sdrammatizzare con un po’ d’ ironia,  una riflessione s’impone. Bisogna saper riconoscere l’autosabotaggio che è dentro ad ognuno di noi, per essere felici? Di recente ho letto un manuale di un’esperta della crescita personale: Luminita Saviuc. Ebbene sappiate che sembra che passiamo la vita a inseguire la felicità con oggetti e persone quando invece con un semplice vero e proprio protocollo comportamentale, il risultato è garantito. La parola d’ordine è   lasciar andare , dare un taglio netto a tutte quelle abitudini che ci generano dolore, rabbia, stress e sofferenza. La scoperta dell’acqua calda, direte voi, però, qualcosa di questo studio, a me intriga, perché pensiamoci bene, cos’è che ci frega? L’ autolesionismo , la mania del voler controllare sempre tutto, la lamentela, i pensieri negativi, il pretendere di avere sempre...

Scriviamo quello che siamo

Quando scriviamo su un foglio una parola, nessuno ci pensa mai, ma ogni piccolo segno che tracciamo su un foglio porta con se' un significato nascosto e riflette ciò che il nostro inconscio detta con la penna. Perchè la nostra scrittura è come un'impronta digitale, unica e irripetibile. E noi siamo come scriviamo. Io per esempio uso sia lo stampatello che il corsivo, scrittura mista, un casino di donna, poteva essere altrimenti? Ed ogni segno è un utile indicatore dello stato d'animo. Oggi per esempio ho scritto la lista della spesa solo con le iniziali. Quando ero al super ho messo a caso i prodotti nel carrello, e per cena non avevo nulla da cucinare.

La vita, che sorpresa!

La vita, che sorprese ci riserva. L'emozione di aprire un baule in soffitta e trovare sotto una tovaglia ricamata e una scatola di bottoni spaiati, bottoni che hanno adornato abiti di ogni genere, toccarne uno e sentirne l'odore, immaginare una situazione e cercare col pensiero, di mettersi in contatto con un anima. Usato o meno che importa, magari toccarne uno un po' "liso", ricoperto di un velluto che non si usa più, prezioso, unico. Impossibile non abbandonarsi al ricordo di una nonna che è li, dietro ad una radio d'epoca che fa la maglia, anzi che ti sferruzza le calze da metterti, perchè l'è frech.. Quelle calze lunghe, colorate, che in certe occasioni te le riempie di mandarini, di noci, e magari quelle belle lire di cioccolato ricoperte di oro, che mai vorresti mangiare. La rivelazione del suo passaggio indelebile in questi immagini impresse nella retina dei tuoi occhi, nella corteccia celebrale del tuo cervello, che si rivelan...