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Quando la pubblicità è regresso

Che qualcuno si permetta di lucrare sui sentimenti dei nostri figli è un dato di fatto, ma la scritta apparsa nei cartelloni pubblicitari di Parigi, che consiglia  di non studiare e sposare qualcuno di ricco, è veramente retrograda e offensiva.  Sul manifesto si legge: "Romanticismo, passione e nessun debito per finanziarsi gli studi: inizia a uscire con uno sugar daddy o una sugar mama". No ma.. vi rendete conto?  Io sono una madre, ed ho sempre educato mio figlio a studiare, a preparasi al meglio per il suo futuro, a darsi da fare, ad applicarsi per avere la dignità di vivere senza dipendere da nessuno, seguendo le proprie passioni, con sacrificio, perché la cultura lo renderà libero e indipendente da ogni forma di schiavitù. Ora capisco anche che in questo preciso momento storico il welfare dei nostri figli siamo noi genitori, a volte i nonni, e che il tasso di disoccupazione giovanile è ai massimi storici, che la seduzione del denaro è potente, ma come si fa ...

Arianna Porcelli Safonov: grazie a questa donna ILLUMINATA!

Photo di CHICO DE LUIGI IL GLIFOSATO CULTURALE.  " Cosa manda in putrefazione il cervello di un maggiorenne del nostro secolo? Cosa debilita l’intelletto di un giovane medio appartenente a questa società?  Ci sono molte cose apparentemente futili che in realtà intossicano il sistema intellettivo di un povero ragazzo nato in questo sventurato secolo e le cose futili in apparenza, esattamente come i pesticidi usati in agricoltura, fanno apparire risultato e involucro ottimi mentre in realtà il contenuto è avvelenato e il sapore misero per non dire di merda.  Quali sono i diserbanti della nostra società giovane?  L’accessibilità a tutto, senz’altro."  Di Arianna Porcelli Safonov. Donna illuminata: grazie.

Sono fatta male.

Io sono fatta male. Sono un salmone che contrasta la corrente, non sono un pesce morto che la segue. Le mezze misure non le conosco. Ho una mentalità da impiegata e un cuore d'artista, e non sono sempre strutturata per le delusioni. Fanno solchi dentro me. Perchè si dice che pietre e bastoni ti rompono le ossa, ma le parole, amici,  ti uccidono davvero. Con quelle non hai scampo se a chi le pronuncia nei tuoi confronti, avevi acceso sotto un altare. Certo vado presa in dosi omeopatiche, certo. Ma resto sempre quella che all'inizio da tutto e alla fine ne esce distrutta. Perchè mi spendo. Mi spendo per le amicizie, per il lavoro, per le relazioni tra essere umani. Ma ora  ho l'età giusta per scartare. Senza più scusare. Fatelo anche voi con chi vi usa, scartateli. E riponete le cartacce nei cestini..

La bruttezza dura

Di recente, mi capita di osservare le donne della mia età che fanno parte del mondo dello spettacolo. Attrici, showgirl non proprio giovanissime, che girano sui social e nei vari programmi tv, tutte o quasi rigorosamente “rifatte”.  Ritoccate nella loro originale fattezza.  Sembra quasi che non siano consapevoli del fatto che la bellezza è una questione di tempo e che ad un certo punto le rughe si presentano inevitabilmente.  E che l’importante è saperle portare.  Portare con naturalezza, con disinvoltura, capendo che si cambia. Una cosa così difficile da sopportare?   Infondo anche la bellezza va saputa gestire con dignità,  perché altrimenti si cade nel ridicolo. Molte donne forse non la considerano un dono a tempo determinato  e l’esigenza di esserlo sempre e ad ogni costo, diventa una prigione,  non considerando che con l’età che avanza dovrebbe avanzare anche la consapevolezza di sé,  tenere una distanza dalle cose...

Bulimia emotiva

Ebbene sì, mi scrivono più uomini che donne, sappiatelo.  Forse perché le donne si sono stancate di raccontarmi dei loro amori impossibili?  Forse perché l’uomo è più concreto, fa domande semplici e vuole risposte concrete?  Forse perché questi ultimi hanno più tempo per il cazzeggio a distanza di sicurezza di uno schermo? Non amo generalizzare, certo è che se ritrovo più donne che uomini a fissare il telefono in attesa di un messaggio, una ragione ci sarà: vediamo quindi di non raccontarci favole.  Ho amiche ricche di energia, tutte alla ricerca del grande amore, che quasi sempre è un alibi perfetto ma che restano lì a essiccarsi di fronte a un telefono in attesa delle chiamata di un tizio che li affascina, “forse” proprio perché sposato, forse perché  capace di trascinarle in un vortice di passione e felicità, solo per un’ora.  Ma che percezione si ha della felicità in questo contesto? Sulla passione non metto becco, io ringrazio sempre quand...

Una donna può essere felice per più di 24 ore consecutive?

L’avete mai conosciuta una donna felice per più di una giornata?  Io no. E se volessimo paragonare il “cervello” di una donna ad un computer non mancherebbe, in nessunissimo caso, la cartella “paranoie varie”,  credetemi, io ne sono un esempio pratico. Si parte dal vedersi grasse a prescindere, passando per le gelosie inesistenti,  finendo per distaccare la realtà distorcendola a nostro uso e costume. Vediamo cose, sentiamo voci.. Nel caso di un cervello maschile invece, considerando la capacità di memoria ridotta ( è un dato di fatto che 60 uomini su 100 dimentica compleanni, anniversari..)  vi troveremo però cartelle varie come ( in ordine d’importanza): sesso sfrenato, lavoro, soldi, auto, squadra del cuore, motomondiale, moglie o fidanzata. In pratica mentre sono fermi al semaforo, cliccano sulla cartella che gli interessa e sorridono. E poi ripartono senza pensarci troppo.  Noi no. Noi siamo un mondo a parte, abbiamo la paranoia inserit...

Tutti hanno una chiave.

Non ho mai amato particolarmente i computer,  mi affascinano ma non li amo.  Scrivo ancora a penna, ogni carta che trovo in giro è mia per appunti,  spunti, pensieri. Però il mondo va avanti, mi dicono. Poi i social network..  se hai senso di "connessione" puoi scoprire tutte le cose che si cerca di nascondere, semplice come toccare le persone entrando dalla porta della mente,  t utti hanno una chiave, una password: Sogni, ego, solitudine, stress, narcisismo, timidezza, amore.   Da dieci giorni ho scoperto una password segreta per casa.. ho aspettato,  ho immaginato cosa avrei potuto trovarci perché la password di un computer oggi è come la chiave per l'accesso ai pensieri più intimi,  alla mente altrui senza censure. Volevo usarla,  poi un’amica mi ha consigliato di lasciar stare: “ti potresti far male, poi potresti dover farci i conti..” Quindi la nostra ipocrisia ci dice che è meglio non sapere piuttosto che sta...